Spazio Mussi

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Spazio Mussi

Messaggioda Fabio1 » 09/03/2011, 0:15

ragazzi secondo voi per un neofita come me sarebbe un buon principio adottare da subito lo spazio mussi nel mio apiario? e secondo voi quanto è davvero efficace contro la varroa?
un salutone a tutti.....
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Re: Spazio Mussi

Messaggioda riccardo80 » 13/03/2011, 2:31

Ciao Fabio sono molto curioso delle risposte che riceverai!

io ho studiato un po l'argomento ma onestamente non sono arrivato a una convinzione, credo che non faccia miracoli e onestamente dipende molto da dove ti trovi ho letto esperienze siciliane molto favorevoli, io sto al confine con la svizzera in zona prealpina e tutto quello spazio tra i favi rallenta di molto lo sviluppo primaverile e inverni lunghi e umidi come i miei non aiutano il microclima così spazioso....

non so cosa dirti io vorrei sbagliarmi ma non la prenderei come una soluzione per iniziare la tua esperienza apistica inizia in maniera tradizionale e poi nel caso su alcune arnie sperimenta trovo più interessanti altri metodi bio meccanici contro la varroa vedi blocchi di covata su telai da nido o eliminazione covata maschile, trattamenti con zucchero a velo tutti esperimenti che danni alle api non ne fanno e sicuramente qualche risultato potresti ottenerlo io spero di sbagliarmi ma lo spazio mussi in nord italia non lo consiglio.

ciao e a presto Riccardo.
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Re: Spazio Mussi

Messaggioda marcantonio » 13/03/2011, 19:24

Ciao Fabio
A distanza di tanti anni ci sono ancora molti apicoltori che chiedono se lo spazio Mussi funziona.
Non si sa, :nonono: perché gli istituti di ricerca, le Università, non hanno dato peso a questa scoperta e non si sono prodigate a studiare a fondo questo sistema ma si sono cimentati a trovare prodotti come l’amitraz, fluvalinate, timolo e mentolo, acido ossalico ecc… trovando anche l’appoggio scientifico.
Il principio dello spazio Mussi se funziona può essere un requisito importante per iniziare la selezione di ceppi d’api, senza andare a rincorrere principi chimici che hanno solo arricchito le industrie farmaceutiche, penalizzato gli apicoltori e avvelenati i consumatori.
Ti consiglio d’iniziare con le tecniche tradizionali e quando avrai la padronanza dell’alveare, ti puoi cimentare ad applicare questo metodo che richiede un’abilità speciale.
Un saluto a tutti gli amici del forum
Ultima modifica di marcantonio il 09/09/2011, 23:20, modificato 1 volta in totale.
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Re: Spazio Mussi

Messaggioda Fabio1 » 14/03/2011, 0:04

grazie ragazzi per i preziosi suggerimenti.
effettivamente sarebbe meglio acquistare una certa padronanza e poi da lì evolvere nelle prassi più complesse.
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Re: Spazio Mussi

Messaggioda adolfopercelsi » 16/03/2011, 12:31

da adolfopercelsi
--
riccardo80 » 13/03/2011, 1:31
"Ciao Fabio sono molto curioso delle risposte che riceverai!"
--
Fabio (..Massimo , detto il Temporeggiatore!" condottiero romano? )Buona giornata.
Non ho tempo ma volentieri ti accludo questi brevi pensieri.
Ottimo tutto quello che ti ha già anticipato Riccardo..compresa l'affermazione che solo dalla Sicilia arrivano ancora da Vincenzo Stampa
elogi persistenti sperticati dello Spazio Mussi.
( Sottovoce.Stampa lavorava " per Apitalia. Insiste anche in questi mesi a propalare ciò che non è vero

La rivista romana aveva -sponsorizzato la scoperta di Mussi

Se vuoi seguire una via di mezzo. alla Riccardo.. per me è molto utile interessante:

fare a meno dei distanziatori oppure se li ho, dietro a loro, sistemo
una barretta che mi allinea il tutto solo potendo sospingere i telai, senza alzarli..

La distanza me la fisso io con dei misuratori primitivi listelli rettangolari da 1 cm ;
1 e mezzo ;
2 cm ( Mussi) per il periodo estivo ma solo per i favetti da mielario che possono utilmente anche impanciarsi. Saranno smielati.


Per l'inverno scelgo :scrolleye: 1 cm= Riccardo..
Ad aprile in avanti : 1 e mezzo ..
A fine settembre o ottobre ritorno ancora ad un centimetro..

Telai favi nelle cassette polistirolo con api soltanto schiena a schiena
Se avrai tempo leggi
" Che cosa salvare della distanza Mussi Voce varroa

fabio

Con l'acqua non bisogna mai buttare via anche ..il bambino

Un Ciao :clap: a tutto il Forum.
Con stima dallo Zio Adolfo
Ultima modifica di adolfopercelsi il 03/09/2011, 0:06, modificato 3 volte in totale.
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Re: Spazio Mussi

Messaggioda mauroagricolo » 03/08/2011, 11:22

marcantonio ha scritto:Ciao Fabio
A distanza di tanti anni ci sono ancora molti apicoltori che chiedono se lo spazio Mussi funziona.
Non si sa, :nonono: perché gli istituti di ricerca, le Università, non hanno dato peso a questa scoperta e non si sono prodigate a studiare a fondo questo sistema ma si sono cimentati a trovare prodotti come l’amitraz, fluvalinate, timolo e mentolo, acido ossalico ecc… trovando anche l’appoggio scientifico.
Il principio dello spazio Mussi se funziona può essere un requisito importante per iniziare la selezione di ceppi d’api, senza andare a rincorrere principi chimici che hanno solo arricchito le industrie farmaceutiche, penalizzato gli apicoltori e avvelenati i consumatori.

Controllando i miei alveari più volte mi sono chiesto se lo spazio fra un favo e l'altro fosse sufficente ... più volte le mie api rigonfiano tanto mai i telai da renderne difficile l'estrazione e spesso mi è presa la voglia di aumnetare lo spazio ... la prossima Volta che becco uno sciame "stabilito" voglio misurarare a che distanza hanno prodotto i favi naturalmente . REsto sempre dell'idea che la natura va assecondata... certo che la società del consumismo non ha interesse ad assecondare le leggi naturali ... se muiono le api si fa l'impollinazione "sintetica" (vedi bayer) e poi che smacco per le grandi multinazionali che brevettano molecole per combattere la varroa .... se effettivamente basta aumentare lo spazio fra telai :eheh: :eheh: :eheh: :zip:
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Re: Spazio Mussi

Messaggioda marcantonio » 03/08/2011, 18:32

mauroagricolo ha scritto:Controllando i miei alveari più volte mi sono chiesto se lo spazio fra un favo e l'altro fosse sufficente ... più volte le mie api rigonfiano tanto mai i telai da renderne difficile l'estrazione e spesso mi è presa la voglia di aumnetare lo spazio

Le api, sulla parte superiore dei telaini, ingrossano le cellette, dove depositano il miele, a secondo dello spazio adiacente che hanno a disposizione, questo è più evidente quando vicino hanno un telaino con un foglio cereo, non di pura cera d’api e in quel periodo non tirano la cera. E’ preferibile quindi per avere sempre favi perfetti, inserire il telaino contenente il foglio cereo tra due telaini già ultimati.
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Re: Spazio Mussi

Messaggioda stampa » 23/08/2011, 21:13

Buona sera a tutti.
Sono Vincenzo Stampa, per solito, anche se sono informato, non intervengo nei forum ma, in questo caso, ho due motivi 1°sono stato esplicitamente citato; 2° non posso permettere che passino senza commento delle inesattezze.
Mi dispiace che questo venga da Adolfo Percelsi che conosco da tanti anni come un bravo apicoltore e non sarà certo questa scivolata a fare cambiare il mio giudizio su di lui.
Che lo Spazio Mussi funzioni è fuori di ogni ragionevole dubbio dopo sette anni di continua applicazione, lo stesso Mussi precisa che cambiando le condizioni climatiche e il tipo di ape occorre trovare la distanza ideale in un intervallo comprese tra i 42 e i 48 millimetri misurati tra centro e centro di due favi contigui.
E' d'obbligo quindi fare delle prove preliminari.
Sono d'accordo che occorre acquisire una certa esperienza intesa come comprensione dei meccanismi dell'alveare, in paticolare sulla termoregolazione; non occorre essere geni ma semplicemente attenti osservatori e assidui frequentatori degli alveari.
I distanziatori Spazio Mussi non sono stati brevettati, sono di libera produzione e vendita per volontà esplicita dello stesso Francesco Mussi, pubblicamente annunciata al convegno mondiale di apicoltura Apimondia 2003. Io c'ero e con me, alcune centinaia di apicoltori e ricercatori di tutto il mondo, anche tanti tra quelli che fanno finta di niente.
Nessuno guadagna sul loro commercio.
E' stato registrato solo il nome SpazioMussi esclusivamente per rivendicarne la paternità, voi cosa avreste fatto ?
Mi compiaccio di comunicare in anteprima, ritengo senza essere assillante, le mie esperienze alle persone con cui corrispondo via e-mail, le pubblico poi interamente sul blog personale - apicoltura in pratica - se Percelsi non gradisce non ci sono problemi basta un clik per cancellare il suo indirizzo dal mio database.
Il consiglio che do a tutti in generale sulle tecniche apistiche è - adottate un metodo e praticatelo fino a padroneggiarlo perfettamente, successivamente passate pure ad un altro.-
Cordiali saluti a tutti
stampa
 
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Re: Spazio Mussi

Messaggioda mauroagricolo » 23/08/2011, 21:32

direi che la cosa si fa molto interessante se vuoi aggiungimi al tuo database mi farebbe molto piacere :)
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Re: Spazio Mussi

Messaggioda adolfopercelsi » 24/08/2011, 1:43

stampa ha scritto:Buona sera a tutti.
Sono Vincenzo Stampa

omissis da percelsi
non intervengo nei forum ma, in questo caso, ho due motivi 1°sono stato esplicitamente citato;
2° non posso permettere che passino senza commento delle inesattezze.

Mi dispiace che questo venga da Adolfo Percelsi..
Cordiali saluti a tutti

-
Ciao Vincenzo
Grazie per l'intervento: un onore e possibilità di discussione ( o come nel mio caso di "scontro") qui sul Forum Angrisani
Perché tutti gli scritti comprendano quanto io ti disistimi,
segnalo sùbito che in
http://www.apicolturangrisani.it
Tecniche apistiche alla "sottovoce
"Mini "attrezzature"-consigli Percelsi "
ho reso nota una bellissima foto che ha come tema i 150 anni dell'Unità d'Italia
con la dicitura Bianco Verde Rosso( i colori metteteli voi in successione ufficiale) con scritto in grande
VINCENZO STAMPA

Immagine

Sarà un autentico duello, in stile Cavalleria rusticana.
Rendo noto già che abitualmente porto sempre in tasca un coltello serramanico ma ciò che è segreto è di avere l'altra tasca, piena di sabbia che all'insaputa dell'avversario, gli scaravento negli occhi.
In sintesi.
Uno dei due Galli: grazie alla scelta spaziale dei soli due centimetri distanza Mussi, ci rimetterà le piume
Chiudo.
Vincenzo, sarà un piacere didattico-apistico, nonostante le premesse ( ultra notorie per me) della tua e-mail.
Non sùbito ma appena possibile mi farò vivo( forse)
..
Adolfo Percelsi
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Re: Spazio Mussi

Messaggioda mauroagricolo » 25/08/2011, 16:13

lasciamo stare i duelli e la poesia ..... :angle: analizziamo tecnica principi cause ed effetti ... :emo_pic_105: Questo è l'importante .
Su cosa si basa l'intuizione (spero di averla definita bene !!) di Mussi ??? qual'è il principio che ha scaturito questa intuizione ? esiste una correlazione o equazione spazio fra telaini e tipo/dimensioni/ecc. di api . Sono stati fatti studi con metodo scentifico sull'efficacia del metodo ? come posso orientarmi se volessi provare ad adottare tale procedimento ????

Molte grazie
Mauro
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Re: Spazio Mussi

Messaggioda stampa » 26/08/2011, 20:41

Già negli anni '80 del secolo scorso, la varroa è stata diagnosticata in Italia negli anni'78/'79, tanti apicoltori, di fronte al flagello ed alla difficoltà di fronteggiarlo, si sono chiesti : perché le mie api muoiono mentre invece gli sciami installati in luoghi inaccessibili come il campanile, il sottotetto, la crepa nel muro, ecc. sono sempre li ?
Questa domanda, allora, non rimaneva circoscritta in luoghi riservati come le riunioni più o meno spontanee degli apicoltori ma, posso testimoniare che, venne posta anche a ricercatori di istituti che andavano e vanno ancora adesso per la maggiore; la risposta che l'apicoltore riceveva, con un tono anche un poco sfottente, era categoricamente :
" gli sciami spontanei alloggiati in luoghi inaccessibili non sono sempre gli stessi in quanto, quelli che muoiono per varroa, vengono rimpiazzati da altri che ne prendono il posto."
Ora non voglio discutere sulla stupidità e l'arroganza di questa risposta ma voglio sottolineare, come ancora adesso, per quanto mi risulta, l'atteggiamento non è cambiato; sarò ben felice di essere smentito con i fatti.
Tutti, indistintamente, siamo stati vittime costrette ad arrangiarsi con quello che passava il convento.
I tentativi di risolvere in modo diverso, più naturale, la lotta alla varroa sono stati tanti, tutti messi in campo da apicoltori, e su questi tentativi, la cosiddetta ricerca, ci ha ricamato non poco, a testimoniarlo ci sono più di trenta ani di storia scritta.

Giusto per non andare fuori tema, possiamo dire che Francesco Mussi ha ragionato su questo fenomeno, ha fatto le sue ricerche bibliografiche, le sue osservazioni in campo da apicoltore, ha preso le misure con il metro e, convinto che questa poteva essere una strada percorribile, ha fatto le prove.
Ci ha fornito gratuitamente le sue conclusioni e le indicazioni di massima per potere applicare il metodo SpazioMussi, compreso un modello di distanziatore standard.

Ora, cosa si pretende di più da un apicoltore?
Teniamo presente che Francesco Mussi non è il solo apicoltore che ha fatto questa scelta, prima di lui in ordine cronologico ricordiamo Raffele Bozzi con il suo metodo di blocco di covata, successivamente perfezionato da altri; Michele Campero con il TIT3, Pasquale Angrisani con il varroagramma.

Perché il mondo scientifico si è disinteressato del metodo SpazioMussi?
Secondo me non vale neanche la pena di dare una risposta a questa domanda perché il cosiddetto mondo scientifico, racchiuso nella sua campana di cristallo, continuerà a non percepire l'esigenza di una risposta concreta agli apicoltori.

Come fare per provare?
La risposta è semplice, provare partendo dal presupposto che la distanza interravo di 45 millimetri tra centro e centro possa andare bene, seguire con attenzione quello che succede e regolarsi di conseguenza.
Naturalmente per partire, come si suol dire, con il piede giusto occorre aspettare la primavera.
Ne possiamo riparlare.

Vincenzo Stampa
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Re: Spazio Mussi

Messaggioda marcantonio » 27/08/2011, 9:57

Buongiorno prof. Stampa.
Lo spazio Mussi dopo che è stato reso di dominio pubblico dal sig. Mussi sponsorizzato dalla FAI ad Apimondia è stato fatto sperimentare da varie università ma dopo tanti anni di studi e ricerche non è mai stato pubblicato niente indipendente dai risultati ottenuti.
Quale può essere la causa più attendibile.
Grazie
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Re: Spazio Mussi

Messaggioda stampa » 27/08/2011, 20:00

Ritengo di aver fatto un errore a non partecipare a qualche corso di divinazione, se l'avessi fatto ora, forse, sarei stato in grado di dare una risposta.
Saluti a tutti
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Re: Spazio Mussi

Messaggioda mauroagricolo » 27/08/2011, 21:49

mi sa che la risposta è semplice.... se io faccio un dipinto tirando una "secchillata" di vernice su un muro .... faccio un "troiaio" se la stessa operazione la fa un artista famoso .... è un capolavoro !!!! :eheh: :eheh: :eheh: :eheh:
Ora a te ti pare che fior fiore di dottori, biologi, ecc ecc si fanno passar aventi dal signor X..... :l0l: :l0l:

Non costa nulla .. pertanto anche se i miei risultati sicuramente non saranno presi in considerazione perchè io apisticamente parlando non conto niente ....... se mi fornite un distanziatore a primavera provo !!!
Saluti

Abusando .... La cosa che non mi è chiara è la correlazione spazio/varroa ????? come può influire lo spazio fra telai sulla presenza di varroa ????
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Re: Spazio Mussi

Messaggioda stampa » 28/08/2011, 13:03

La risposta la condivido; in sintesi un proverbio Siciliano recita: fatti la fama e vattene a dormire.
Questa tua domanda pone il dito sulla piaga (metaforicamente parlando), tanti si dimenticano che nell'arnia ci sono anche le api.
La faccio io una domanda - secondo voi le api sono abili o intelligenti?
Io dico che sono abili.
E, anche se molti di voi o tutti non sono d'accordo, voglio giustificare questa affermazione.
Le api, così come le conosciamo, esistono da molto, molto, molto, più tempo dell'uomo sapiens, si parla di centinaia di migliaia di anni e in tutto questo tempo chissà quante difficoltà hanno dovuto affrontare e risolvere.
Quelle che hanno abilmente risolto sono qui, quelle altre no; è il semplice ed efficace interruttore della vita, chiamiamola pure selezione.
La capacità di fare o di non fare una certa azione si trasmette per via ereditaria in tutti gli esseri viventi, avete presente gli Strauss ?
Nessuno si meraviglia se le api sanno costruire i favi in esagoni perfetti, se sanno trasmettere le informazioni geografiche sulle fonti di cibo, se costruiscono i favi naturali orientandoli regolarmente nor-sud, tra parentesi anche gli umani hanno sempre costruito le case con lo steso orientamento, se……….sanno fare tante altre cose (senza andare a scuola) semplicemente attingendo alle istruzioni scritte nel lordo codice genetico, allora perché meravigliarsi se sanno liberarsi dalla varroa?
Qui non è in gioco l'intelligenza delle api ma, quella di noi umani.
Non sono d'accordo sul fatto che TU non conti niente, se sei disposto ad applicare la tua intelligenza a spendere il tuo tempo a correre il rischio, magari, di un insuccesso, altro che se conti, conti moltissimo.
La storia apistica degli ultimi trenta anni, più o meno, dimostra che a parte l'aiuto, per modo di dire, delle case farmaceutiche, gli apicoltori si sono arrangiati da soli, con tanti errori ed esagerazioni, vero, ma le soluzioni efficaci e rispettose delle api, delle persone e dell'ambiente le abbiamo trovate noi APICOLTORI. In tanti abbiamo avuto il coraggio o la sfrontatezza di rendere pubbliche le nostre esperienze ed il nostro pensiero, alla fine quello che conta è il risultato, andiamo avanti!
Cercando su internet si trovano diversi piccoli rivenditori che offrono distanziatori Spazio Mussi
(un po di campanilismo)
Il consiglio è di provare con due o tre alveari per avere un termine di paragone e mettersi al riparo da interferenze che nulla hanno a che fare con lo Spazio Mussi.

Saluti a tutti
Vincenzo Stampa
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Re: Spazio Mussi

Messaggioda adolfopercelsi » 28/08/2011, 15:30

mauroagricolo ha scritto:lasciamo stare i duelli e la poesia ..... :angle: analizziamo tecnica principi cause ed effetti .

Molte grazie
Mauro

--------
da a.p.
Con cortesia, trovo

“Indiscreto " suo intervento sul diritto di stile nello scrivere
che la Redazione riconosce e garantisce ad ogni mittente”.
Al riguardo con piacevole stupore noto che una specifica emoticon criptata è stata cancellata d'ufficio

Ottima invece la sua procedura indicata sulle fasi della sperimentazione che si ricollegano nientemeno che al primo filosofo scienziato Francesco Bacone (1561-1626)

Sintesi.
Bisogna provare e riprovare; non credere agli idoli-“dicerie” del foro
Oggi Bacone direbbe:
"Non credere più alla bufala delle api fucaiole incapaci di ritornare in famiglia se scosse altrove".
In concreto.
Questo “fare-riprovare” ora ce lo dimostrerà’ anche Vincenzo Stampa con dati suoi recenti o passati, personali o fatti da altri?
Per il momento c’è solo una risposta, sostituita con l’accenno alla mancata iscrizione ad un corso di “divinazione.
Un po’ poco ma la speranza , si sa, è sempre l’ultima a morire
-Termino
Una dovuta comunicazione di servizio
Ho cancellato un mio accenno ai distanziali brevettati. Questione infima in rapporto al discorso varroa e i due centimetri di distanza offerti

Ero ancora fermo su apicolturaonline.it: una decina di anni fa, al primo momento delle decisioni da prendere
Un brevetto costa milioni

Distanziali che ognuno può costruirsi con dei lamierini e che quindi nessuno o quasi avrebbe comperato?
Se lo doveva pagare l'inventore Mussi ? del quale parlerò presto e molto bene. E quindi, comprensibile, pure niente brevetto
-
A presto interrogativi un po più seri ( e purtroppo, ora, tristi) avendo io stesso sperimentato il Metodo della Distanza d'api Mussi antivarroa -2 cm)
( E' un abuso verbale chiamarlo Spazio d'ape Mussi ( che resta e deve restare sempre quello che è: spazio solo mm9),
L'altro proposto va descritto come effettivamente è: Distanza Mussi antivarroa 2 cm
Bla bla bla.

a.p.

Se, poi, può servire: link di un file: "Cosa salvare della Distanza antivarroa Mussi"
più foto, impressionante, di api lasciate in pieno sole ma che hanno salvato un voluto "tunnel d'ingresso" per le poche api in transito
Buona visione.

duecentimetri
Ultima modifica di adolfopercelsi il 28/08/2011, 18:21, modificato 1 volta in totale.
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Re: Spazio Mussi

Messaggioda mauroagricolo » 28/08/2011, 16:48

stampa ha scritto:La risposta la condivido; in sintesi un proverbio Siciliano recita: fatti la fama e vattene a dormire.
Questa tua domanda pone il dito sulla piaga (metaforicamente parlando), tanti si dimenticano che nell'arnia ci sono anche le api. ..........
Il consiglio è di provare con due o tre alveari per avere un termine di paragone e mettersi al riparo da interferenze che nulla hanno a che fare con lo Spazio Mussi.

Saluti a tutti
Vincenzo Stampa

Bello il proverbio ....
Fortunatamente ritengo di avere una mente aperta da ogni schema mentale e anche un pò "libera" (deformazione professionale) sono abituato a vagliare ogni cosa che mi viene proposta e se ritengo che un ragionamento posso filare perchè scartare quell'opportunità a scatola chiusa .... Il nostro è un mondo dove c'è pieno di cose fatte per sentito dire o per consuetudine . A me piace provare con mano spero che mi possa aiutare a correggere gli errori che inevitabilmente commetterò .
Sono sicuro che sarà difficile far accettare un eventuale risultato positivo alla comunità del forum ... ma non importa sarò ben felice di condividere i risultati del mio esperimento . A primavera partirò con tre casse e cercherò di annotare ogni situazione su un post apposito .
Distinti Saluti
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Re: Spazio Mussi

Messaggioda Carlos » 28/08/2011, 23:57

Per me le api sono intelligenti.
Le api sanno costruire perfetti esagoni e favi naturali orientandoli verso nor-sud perchè hanno capito (da qui intelligenza delle api) che questo era il miglior metodo per sopravvivere. Queste informazioni venivano incastonate nel loro gene così da tramandarle alle future api.
La nostra ape non ha mai convissuto con la varroa perciò non ha nel suo patrimonio genetico questa attitudine a liberarsi di essa.
Invece l'apis Cerana ha convissuto e convive tuttora con la varroa e altri predatori come la vespa velutina.
La temperatura degli alveari di A. cerana è maggiore di quelli di A. mellifera. Infatti, i 34-35°C presenti negli alveari di A. mellifera sono ottimali per la riproduzione della Varroa. Inoltre, l’A. Cerana ha un ciclo di sviluppo più breve, un allevamento incostante della covata e minore fedeltà al nido tutte condizioni sfavorevoli per lo sviluppo della varroa.
Invece con la nostra ape ha trovato terreno fertile.
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Re: Spazio Mussi

Messaggioda marcantonio » 29/08/2011, 0:56

Indipendente dai risultati scientifici delle università che non sono mai stati resi noti, vi sono apicoltori che dopo aver fatto prove personali hanno contestato il Metodo Mussi.

“A. Fissore (Aspromiele) ha effettuato una sperimentazione al fine di verificare se le api allevate in alveari con Spazio Mussi riuscissero a controllare da sole la presenza di varroa. L’attento lavoro condotto complessivamente su 15 alveari, da maggio a dicembre, non ha mostrato purtroppo particolari effetti positivi sulla condizione complessiva delle famiglie, sulla produzione e sull’invernamento degli alveari”.

“Ghilardi Angelo a conclusione della sua verifica sul campo afferma che la caduta di varroa a fine stagione dopo il trattamento gli sembrano troppi per affermare che lo spazio Mussi sia un metodo efficace per ridurre la presenza degli acari per caduta naturale”.

Provo a spezzare una lancia a favore di Vincenzo Stampa.
L’ape nera Sicula “forse” è quella che più si è adattata velocemente a convivere con la varroa e presenta “forse” caratteristiche che più si avvicina all’apis Cerana, mentre altri apicoltori che hanno lavorato con l’apis mellifica ligustica con climi differenti hanno pertanto ottenuto risultati contrastanti. :(
:ciau: Ciao a tutti.
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